Il Monte Fuji è la montagna più alta del Giappone e si caratterizza per avere la sua cima innevata per circa 10 mesi all’anno.

Quello che forse non tutti sanno è che in realtà è un vulcano con un cratere del diametro di 500 metri, il quale è però inattivo da poco più di 300 anni, ma richiama sempre grande fascino al punto che spesso compare nelle inquadrature di film oppure nei cartoni animati e fumetti giapponesi anime e manga.

Per il Paese del Sol Levante il Monte Fuji è un vero e proprio simbolo ed è riconosciuto patrimonio dell’umanità protetto dall’UNESCO.

E’ considerato sacro e artisticamente ispirante, al punto che spesso i tour turistici prevedono un’escursione sulle pendici sue pendici, più che altro con scopi fotografici e fisici.

Gli shintoisti, invece, prevedono annualmente un pellegrinaggio per rispettare la sacralità del monte.

Le caratteristiche del Monte Fuji

L’altezza del Monte Fuji raggiunge i 3.776 metri e la montagna si trova nell’Oceano Pacifico quasi sulla costa, il che rende la visione veramente spettacolare e molto pittoresca, in quanto pone in evidenza il contrasto tra il mare e una montagna innevata geograficamente vicina. Il monte dista un centinaio di chilometri da Tokyo, ma dalla città capitale, quando il tempo lo permette, è perfettamente visibile creando un paesaggio suggestivo.

L’attività vulcanica ha chiaramente plasmato la morfologia della montagna, la quale, pur apparendo geometricamente conica come un classico vulcano, rimanda ad una complessità interna.

La classificazione geologica definisce il Monte Fuji come uno “stratovulcano”, ossia una montagna vulcanica che si è sviluppata in seguito alla sovrapposizione di diversi strati di lava durante le eruzioni nel corso del tempo.

La formazione iniziale deriva dalle conseguenze di un terremoto avvenuto circa 2300 anni fa e l’attuale morfologia è il frutto di distinte fasi eruttive che ne hanno composto le pendici. I documenti dimostrano come nell’anno 800 vi fu la prima eruzione, mentre l’ultima è avvenuta poco più di 300 anni fa, facendo pensare, oggi, ad un vulcano inattivo.

Ai piedi del monte vi sono dei bellissimi laghi, oltre a sorgenti di acqua calda che porta a credere, diversamente dalla corrente di pensiero precedente, che l’attività vulcanica sotterranea è ancora in essere, anche se in maniera molto flebile.

Dal punto di vista geografico, il monte è posto a ovest di Tokyo e sorge sull’isola di Honsù, sulla quale si trovano alcune città che rappresentano spesso dei punti di partenza per gli itinerari turistici al Monte Fuji: Gotemba, Fujiyoshida, Fujinomiya.

Si trova nella zona a ovest di Tokyo (a 113km dalla capitale), nell’isola di Honshū.

Alle sue pendici sorgono tre piccole città, Gotemba, Fujiyoshida e Fujinomiya ed è circondato da cinque laghi: il Lago Kawaguchi, il Lago Yamanaka, il Lago Sai, il Lago Motosu ed il Lago Shoji, e dalle loro rive, come da quelle del vicino Lago Ashi, si può godere di splendide viste del monte.

Le escursioni sul Monte Fuji con la scalata

Prima di salire sul monte è necessario arrivare alle sue pendici o, meglio, ad un punto più in alto possibile con i mezzi urbani.

Dalla capitale Tokyo il Fuji è raggiungibile in circa 2 ore con il KEB (Keio Express Bus) che parte dalla zona di Shinjuku, situata proprio nel centro cittadino.

La fermata capolinea è alla stazione di Kawaguchiko, località da cui è possibile proseguire la salita a piedi oppure raggiungere con mezzi meccanici la Quinta Stazione, punto ultimo per gli autobus e i veicoli.

Rispetto ai tempi passati oggi salire sul monte è più semplice dato che la quota di 2.600 metri è raggiungibile con i mezzi (funivia, treni e autobus che portano fino a stazioni predefinite).

Chi ama camminare e avventurarsi in escursioni, può seguire uno dei diversi itinerari pedonali che conducono fino alla vetta, coprendo il dislivello dei restanti 1.000 metri in un tempo medio di 5-6 ore.

La discesa può invece avvenire in sole 4 ore (qualcuno molto agile ed esperto impiega anche di meno), su fondo “morbido”, sabbioso dovuto dai resti della cenere.

Le escursioni in vetta hanno scopi fotografici in prevalenza, dato che il luogo è semplicemente splendido per contemplare lo spettacolo del sorgere del sole.

Anticamente alle donne era vietata la salita e vi è ancora oggi un capanno ben visibile dove esse sostavano in attesa del ritorno dei loro mariti o fidanzati che si avventuravano in vetta.

L’escursione in vetta con la scalata è fattibile nei mesi estivi (quando l’impedimento della neve è minimo) ed è abbastanza semplice per tutti, ma seguire i sentieri segnalati è sicuramente il modo più sicuro per procedere e godere dello spettacolo che si staglia davanti a sè.

Sono presenti diversi rifugi, che però vanno prenotati per tempo qualora si intenda dormire durante la notte.

In vetta la temperatura può arrivare a toccare anche i 38 gradi sotto zero (-38°C), mentre difficilmente, nella migliore ipotesi, si superano i 12° in estate.

Le escursioni sul Monte Fuji seguendo i sentieri

Vi sono diversi itinerari per salire sulle pendici del Monte Fuji, percorrendo sentieri che partono quasi tutti dalla Quinta Stazione (sono dieci in totale le stazioni).

1) Kawaguchiko a Yoshida-Guchi.

E’ il sentiero più battuto e il primo tratto è consigliabile percorrerlo in bus, per arrivare dopo circa 60 minuti all’imbocco del sentiero, il quale si snoda seguendo il classico “zig-zag” in un contesto polveroso e roccioso.

La salita si sviluppa su tracciati differenti rispetto alla discesa: 5 ore a salire, 3 ore scendere. Sono ben venti i rifugi a disposizione sul sentiero.

2) Fujinomiya-Guchi.

Poco impegnativo anche se il “prezzo da pagare” è la rinuncia alla vista panoramica, poco paragonabile a quella di cui si gode col tracciato precedente.

Però si arriva in vetta per osservare l’alba e quindi si cammina durante la notte, ma attenzione ai rifugi, che in questo caso sono la metà rispetto alla soluzione più gettonata.

La partenza, raggiungibile in autobus, si trova a circa 2.400 metri di altitudine in prossimità della stazione di Fujinomiya.

3) Gotemba-Guchi.

Dopo aver raggiunto la partenza con il bus, ci si imbatte in questo sentiero di non semplice percorrenza, forse il più impegnativo e difficoltoso, ma molto piacevole una volta completato.

Si passa tra le varie stazioni che caratterizzano il Monte Fuji, fra passaggi rocciosi e campi di cenere, in alternativa ad un altro itinerario leggermente più semplice, ovvero il Subashiri-Guchi, che parte sempre dalla stazione di Gotemba.

Vi sono anche itinerari diversi che i tour operator inseriscono in pacchetti predefiniti, i quali prevedono la partenza dalle città (ad esempio Tokyo) in autobus per poi passare alla funivia e beneficiare di percorsi panoramici, di scenari unici e spettacolari.

L’ultima eruzione del Monte Fuji

Dall’anno 800 al 1707 sono state ben 18 le eruzioni vulcaniche del monte sacro all’intera nazione nipponica, ma 3 di esse sono state molto imponenti, tra cui proprio l’ultima, in pieno periodo Edo (periodo storico del Giappone).

Proprio nel dicembre del 1707, interessando circa un paio di settimane, l’eruzione vulcanica emise ceneri fino ad un’altezza di 23 mila metri, un’altezza impressionante, intaccando paesi e città nel raggio di 150 km di distanza.

Se per assurdo oggi dovesse nuovamente verificarsi un’eruzione di pari potenza, il Giappone subirebbe danni incalcolabili.

Da quella data il vulcano si è addormentato ma gli esperti temono possa risvegliarsi (anche se difficile che lo faccia in maniera improvvisa) e quindi saltuariamente vengono predisposti piani di sicurezza mirata e finalizzata ad affrontare il pericolo, che comunque non dovrebbe più essere quello manifestatosi poco più di 300 anni orsono.

Da dove vedere il Monte Fuji

Essendo la montagna più alta di tutto il Giappone è ben visibile da diverse parti del territorio, compresa la capitale Tokyo nonostante disti poco più di 100 km.

Se il tempo è bello e il cielo azzurro e terso, recandosi sulla terrazza della torre sud del grattacielo Metropolitan Building è possibile osservare buona parte del Fuji, così come anche da altri numerosi grattacieli cittadini. Specialmente in inverno, la visione dalla capitale è premiata grazie ad un cielo spesso privo di foschia.

Una visione suggestiva la si ha dalle sponde dei cinque laghi che si trovano proprio alle pendici del monte, dai quali è possibile scattare fotografie uniche e irripetibili, soprattutto quando si entra nel periodo della fioritura.

Il Monte Fuji è possibile vederlo anche mentre ci si reca da Tokyo verso Osaka in treno, in direzione Nagoya e Kyoto: durante il viaggio, approssimandosi alla stazione Shin-Fuji a circa 45 minuti dalla capitale, è possibile vedere molto bene il vulcano conico con la sua cima spesso innevata.

Ad Hakone, una cittadina del Giappone, la gente ci va per beneficiare dei trattamenti termali, ma anche per osservare il Fuji, splendido in ogni stagione, poichè sa inserirsi alla perfezione in qualsiasi contesto.

La leggenda della foresta Aokigahara del Monte Fuji

Il monte Fuji, nonostante sia un vulcano e quindi ricoperto di strati di cenere e lava, non è solo polvere e roccia grigia.

Alle sue pendici, in prossimità dei laghi che stanno alla base, c’è una magnifica foresta, chiamata Aokigahara, formata da moltissimi alberi di grande valenza storica e botanica, essendo esemplari presenti da secoli.

Lo scenario è rigoglioso ed è talmente bello che pare un’oasi nel deserto, contrastando proprio le caratteristiche delle pendici del monte che risultano prive di rigogliosa vegetazione. Il verde della foresta caratterizza molte fotografie per il contrasto cromatico con il grigio della parte più alta del Fuji.

Questa bellezza è intaccata dalla considerazione che i giapponesi hanno di questa foresta, da loro ritenuta maledetta a causa di moltissimi suicidi che negli anni si sono manifestati per impiccagione.

Ciò che per il turista è un’attrazione incredibilmente spettacolare, difficile da ritrovare in altre parti del mondo, per gli abitanti del luogo rappresenta qualcosa da scacciare perchè considerato luogo maledetto.

Cosa spinga i giapponesi ad andare incontro alla morte proprio all’interno della foresta Aokigahara rimane un mistero, nonostante vi siano stati diversi studi e ricerche che però sono sfociate nel nulla. Non è stato trovato alcun nesso logico tra il folle gesto e il fitto bosco.

Qualcuno ha provato a collegare i disordinati arbusti secolari alla confusione psicologica che porta i giapponesi al suicidio, ma la logica convince poco.

Ciò che è peggio è la presenza di sciacalli in cerca di tesori all’interno della foresta.

La leggenda narra che tra i tantissimi alberi abitano di Yurei, ovvero gli spiriti dei giapponesi che vivono senza pace, in continua tribolazione e tormento e questi agirebbero a spingere al suicidio gli uomini.

Gli Yorei si muovono di notte alla ricerca di non si sa bene cosa, ma con lo scopo di turbare gli esseri umani che quando cala il sole infastidiscono il loro habitat.

Le anime delle persone infelici attraverso i loro spiriti, abitano il bosco Aokigahara perchè prive di coraggio ad abbandonare la Terra per timore di salire dagli dei, rimanendo così attaccati al pianeta a causa delle loro continue tribolazioni senza pace.

Tutto ciò è ovviamente leggenda, ma queste credenze fanno di questo incantevole posto uno dei luoghi in assoluto più misteriosi e tetri del pianeta.

Premesso che di notte è fortemente sconsigliato avventurarsi in itinerari nella foresta, a prescindere dal nome e dal luogo, di giorno è obbligatorio affidarsi alle guide locali che conoscono i percorsi turistici e non pericolosi.

Gli alberi compongono una zona talmente fitta che rende difficilissimo l’orientamento, dando l’impressione di avventurarsi in un labirinto senza uscita.

Tra le escursioni del Monte Fuji, questa nella foresta di Aokigahara è senza dubbio la più impegnativa, adrenalinica e pericolosa, per chi fosse interessato ecco un articolo del sito sognando il giappone davvero molto interessante e ben fatto.

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